30giu 2020
Ritorno alla terra, il racconto di Daniela e Giuseppe
Giovani "audaci" con l'agricoltura nel sangue

Due lauree, un'esistenza come tante, molte ore trascorse in ufficio fino a quando una voce ancestrale ti stimola a cambiare. Di più... a stravolgere la tua vita per iniziare un percorso coraggioso, molto diverso da ciò che hai sempre fatto. Succede a Daniela che, insieme al marito (1), malgrado gli ostacoli burocratici e non solo, fa il grande salto per dedicarsi anima e corpo alla terra con un progetto imprenditoriale importante, di scelte ponderate e ben lontano dal sogno idilliaco di romantica fuga nei campi. Nasce così, nella rigogliosa campagna del Monferrato, l'Azienda agricola "Rosso zafferano". I coniugi "contadini" del nuovo millennio ci raccontano, tra ricerca, mkt, social e tanto sudore, la loro visione di agricoltura naturale, con l'oro giallo al centro (2). 

 

 

"Rosso zafferano", un'azienda agricola a pieno regime, due parole sulla sua storia, quando parte il progetto, chi al timone etc...

L'idea di dare vita a rossozafferano nasce qualche anno fa tra le meravigliose colline del Monferrato quando io e mio marito abbiamo iniziato a prenderci cura dei terreni della mia famiglia ormai un po' trascurati, dopo che per decenni avevano ripagato la fatica e i sacrifici dei miei nonni. A poco a poco li abbiamo arricchiti di piante da frutto preferendo varietà antiche in quanto più resistenti ai patogeni e abbiamo ampliato il noccioleto con noccioli della varietà Tonda Gentile Trilobata. Col passare del tempo l'entusiasmo e la voglia di stare in campo aumentavano sempre di più ma mancava ancora il coraggio per fare quel passo verso il cambiamento di vita che tanto avremmo voluto fare. Fino a quando in tv ho visto un servizio che parlava di zafferano e della sua coltivazione in Italia e sono rimasta talmente affascinata da questa spezia che mi sono messa a studiarne la coltivazione. Dopo aver fatto qualche prova in campo e aver ottenuto buoni risultati, finalmente abbiamo deciso che la cura della terra non doveva essere più solo un piacevole hobby ma doveva diventare un vero e proprio lavoro. Così, di anno in anno lo zafferaneto ha continuato a crescere, una parte del nostro campo ha accolto erbe aromatiche di ogni genere, profumatissime rose antiche e lavanda e la nostra famiglia si è allargata con l'arrivo di parecchie centinaia di migliaia di instancabili lavoratrici che ogni anno ci regalano un po' del loro prezioso miele e di cui ci prendiamo cura con amore e rispetto. La nostra idea è stata fin da subito quella di praticare un'agricoltura naturale, senza l'uso di prodotti chimici. Infatti in campo utilizziamo solo estratti naturali (come macerati di specifiche piante o propoli) e abbiamo adottato l'antica tecnica del sovescio, che consiste nel seminare determinate specie di piante che andranno poi interrate e così arricchiranno il terreno di sostanze nutritive. Ma questa è solo la prima parte della storia, per il futuro tante solo le idee e la voglia di fare.

 

Avete sempre fatto questo mestiere?

No, io ho due lauree che non c'entrano nulla con l'agricoltura e sono cresciuta in città ma il mestiere dell'agricoltore ce l'ho nel DNA visto che discendo da generazioni di contadini che mi hanno tramandato il rispetto per la terra e un profondo legame con essa. Non ricordo neanch'io quando è successo di preciso ma ad un certo punto è scattato qualcosa, ho capito che chiudermi in un ufficio per otto ore al giorno non faceva per me. Così ho messo le lauree in un cassetto e ho fatto una scelta lavorativa e di vita che ha spiazzato buona parte delle persone che mi circondano ma che, nonostante la fatica e le difficoltà, mi rende felice.

 

Come inizia la sua giornata e quando finisce... 

Dipende dai periodi ma normalmente inizia presto al mattino e finisce tardi la sera. Il lavoro in campagna è sempre tanto durante tutto l'anno; si inizia con la potatura, poi c'è la semina, la pulizia del campo dalle infestanti (rigorosamente senza diserbo!), la raccolta, la cura delle api (3), il lavoro in laboratorio, i mercati e le consegne a clienti, negozi e ristoranti. Ma il momento più impegnativo di tutti è in autunno quando è ora di raccogliere lo zafferano. Durante questo periodo le giornate iniziano prima che sorga il sole e finiscono molto tardi (spesso anche di notte). La raccolta va fatta giornalmente in ogni condizione meteo (spesso ci è successo di raccogliere sotto una pioggia battente) e i fiori vanno raccolti ancora chiusi, immediatamente sfiorati (cioè bisogna prelevare i tre stimmi di ogni fiore) e infine essiccati. Per avere un'idea del grande lavoro che c'è dietro ad ogni vasetto di zafferano basti pensare al fatto che per ottenere un kg di spezia è necessario raccogliere e sfiorare oltre 150.000 fiori. Ma, nonostante la fatica, ogni anno è sempre un'emozione unica poter assistere alla fioritura di questi meravigliosi fiori.

 

Ci parli della produzione, oltre allo zafferano che immagino sia il prodotto principe, cos'altro? Avete un e-commerce?

Si, abbiamo un e-commerce (vedi QUI) dove è possibile acquistare, oltre allo zafferano in stimmi (4), i nostri prodotti a base di nocciole come le creme spalmabili o l'olio di nocciola (oggi considerato prodotto di pregio ma in passato condimento "povero" che i contadini producevano per sostituire il costoso olio di oliva). Ma anche i mieli aromatizzati con il nostro zafferano, la lavanda o i petali di rose (perfetti per dolcificare ma assolutamente da provare abbinati ai formaggi) o le particolari confetture ad altissimo contenuto di frutta (5 - 6). Infine, coltiviamo anche la pianta di Luffa, un ortaggio della famiglia delle zucchine con cui confezioniamo delle spugne naturali.

 

Apicoltura e cambiamenti climatici o affini. Avete riscontrato un'eventuale sofferenza di questi insetti tanto preziosi per l'ecosistema?

Purtroppo si, oggi le api si trovano in grande difficoltà per colpa dello smodato uso di pesticidi, dell'inquinamento e dei cambiamenti climatici e questo si concretizza in diminuzione della produzione di miele, parassiti e morie di famiglie. Per avere un'idea di come la loro tutela deve essere considerata invece di fondamentale importanza per noi, basti pensare che è solo grazie al loro lavoro di impollinazione che più di un terzo del cibo che consumiamo arriva sulle nostre tavole . 

 

Lei è anche un'ottima chef, ci suggerisca una ricetta magari con una delle sue confetture di frutta...

Visto che d'estate la voglia di cucinare e soprattutto di accendere il forno non è molta tre idee di dolci semplici e veloci potrebbero essere: cheesecake con topping di confettura di mele, more e lamponi, coppette di mascarpone e panna con confettura di pesche bianche oppure rinfrescanti ghiaccioli di yogurt greco e confettura di more di gelso. Ma anche un bel piatto di buoni formaggi erborinati o stagionati abbinati alle nostre confetture, magari di fichi al profumo di limone, pere e fichi alla vaniglia, mele cotogne con zenzero oppure prugne e lavanda. E per una fresca colazione basterà spalmare la nostra confettura di mele e menta su una fetta di pane (vedi anche QUI).

 

Quanto è difficile, secondo lei oggi praticare l'agricoltura nel nostro Paese?

Molto difficile, la mancanza di aiuti e la burocrazia sono un grosso problema. Spesso ho la sensazione di passare più tempo dietro a scadenze e incombenze varie che in campo. Stiamo poi pagando il prezzo dei cambiamenti climatici, per non parlare del fatto che il mestiere di agricoltore è nella maggior parte dei casi non adeguatamente retribuito. Ultimamente però per fortuna diverse persone stanno comprendendo l'importanza di preferire una filiera più corta e qualche passo in avanti verso una maggior tutela e valorizzazione dei prodotti agricoli del nostro Paese è stato fatto, anche se c'è ancora molto da fare in tal senso.

 

Non sono pochi i giovani che decidono di avventurarsi in attività come la sua dove il rischio aziendale può anche essere importante, un suo consiglio per chi vuole aprire una realtà agricola come la vostra?

Il consiglio che mi sento di dare a chi vuole intraprendere questa strada è di non avventurarsi in questo percorso non facile e pieno di incertezze se non si è spinti da una fortissima passione. Infatti, questo mestiere ti impegna quasi 365 giorni all'anno, non ci sono orari fissi, si lavora anche durante i weekend o le festività, la fatica fisica è molta e c'è sempre l'incognita del meteo che in un attimo può compromettere un raccolto dopo mesi e mesi di fatiche. Ma se al mattino sei felice di svegliarti perché sai che ti attende una giornata in campo, ti emozioni sempre come la prima volta quando vedi nascere una piantina o sbocciare un fiore, sei felice quando le tue api stanno bene, ti riempie di gioia quando un cliente ti dice che assaggiando un tuo frutto ha ritrovato sapori che non sentiva più da tempo. Ecco, tutta la fatica e i tanti sacrifici passano in secondo piano.

 

Come si vede fra vent’anni?

Sempre con l'intenzione di offrire prodotti di qualità, buoni e genuini ai nostri clienti, piena di voglia di fare e di imparare cose nuove ma anche di continuare a fare la mia parte per proteggere e salvaguardare nel mio piccolo il nostro bistrattato pianeta.

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Il tempo per ripensare alle nostre vite è arrivato. Per forza, per scelta e magari anche per fortuna. Il nostro modo di spostarci, di consumare, di trascorrere le vacanze, di fare shopping. E, naturalmente, di rivedere casa, unico vero rifugio in un futuro ancora molto incerto. Vince la semplicità, la convivialità, la sicurezza, l'utile e meno il dilettevole o il superfluo. Così al via le ferie vicino a dove abitiamo: Il 93% degli italiani durante l’estate 2020 sceglierà come meta l’Italia, la percentuale più eleva...