17ott 2016
Amarone il vino della Veronese Valpantena
terra degli dei

Valpantena. Dal greco ”Pan – theos”, la valle di tutti gli dei. No, non è una leggenda. A metà strada tra Verona e i monti Lessini, nasce una florida realtà in cui il vino e i vigneti sono i protagonisti. E nel suo cuore si trova la Cantina Valpantena Verona (1 - 2), che con i suoi 250 produttori, i più di 750 ettari di terreno a coltura, e l’aggregato Oleificio delle Colline Veronesi, è una delle aziende agricole più affermate della zona.

Il tipico microclima della valle, la protezione dei vicini monti e la quota delle coltivazioni creano un ambiente ideale (3), fresco ma soleggiato, per la crescita di uve rinomate, che poi trasmettono ai vini – Valpolicella e Amarone - aromaticità e profumi tipici e riconoscibili.

L’Amarone della Valpolicella DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) “Torre del Falasco” (3) è il vero gioiello della cantina. Dopo la raccolta, le uve subiscono un appassimento di almeno 4 mesi. Fermentano ad una temperatura tra i 18 e i 20 ° C, per poi macerare per venti giorni. Prima di essere imbottigliato, matura in barrique di rovere per almeno 18 mesi; l’evoluzione del vino in barrique è più rapida di quella del vino in botte grande, perché è maggiore il rapporto tra la superficie del legno ed il volume del vino. Il risultato è un vino elegante e maturo.

Se alla vista è di un rosso rubino molto signorile, non sono da meno le percezioni equilibrate e vellutate che scatena al gusto. Ricorda il cioccolato e la prugna matura al naso. Insomma, un tripudio di sensazioni in un sorso.

Il grado alcolico è importante, 15 %, ma d’altronde stiamo parlando di un vino non comune. La sua anima forte lo rende perfetto in accoppiata con i sapori decisi degli arrosti e della cacciagione, ma non disdegna neppure i formaggi. C’è chi vi prepara uno splendido risotto – il risotto all’Amarone per l’appunto – ma diciamocelo, noi lo preferiamo in un bicchiere piuttosto che in una pentola.

Insomma, un grande vino da gustare in occasioni speciali, perché in fondo, come diceva Goete: “la vita è troppo breve per bere vini mediocri”.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...