16ago 2016
E ALLORA… “FATTI DI BIRRA”
In un libro divertente, ecco come innamorarsi di una bionda, una rossa e una bruna

Un libro (1)… galeotto, che insegna l’arte della conquista, o meglio a come farsi abbindolare da bionde, rosse e brune. Attenzione però, si parla di birre e non di donne, anche se il giochino ironico dell’equivoco è sempre presente. Dieci capitoli con un tema diverso: si parla dei gusti della birra e degli stili, della versatilità della birra, del “significato” della doppio malto e di quello della spina, degli accostamenti vari e dell’uso della birra in cucina, con alcune ricette proposte dallo chef Salvatore Garofalo.

Michela Cimatoribus, Marco Giannasso, Andrea Legittimo, gli autori, si divertono a districarsi tra le innumerevoli birre messe a disposizione dal mercato; raccontano storie e aneddoti, soddisfano curiosità eterne e sfoggiano tante competenze. A Michela Cimatoribus il compito di dare informazioni sulla parte tecnica; a Marco Giannasso il merito di aver trovato l’espediente letterario delle storie introduttive dei quattro amici alle prese con le birre in periodi e situazioni diverse; Andrea Legittimo è invece il responsabile – e che responsabilità, in effetti - della scelta delle birre da degustare e da provare.

Tra le “perle”, lo stile dei monaci belgi, e poi la Tipopils, una di quelle birre che, se servita nelle giuste condizioni, può davvero emozionare, la birra consigliata per avvicinarsi al mondo delle artigianali.

Michela Cimatoribus, Marco Giannasso, Andrea Legittimo.

Fatti di birra. Come innamorarsi di una bionda, una rossa e una bruna Trenta editore, 2016, pagine 128, 12 euro.

Il libro è in vendita in libreria e sui principali siti di vendita online.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...