16mag 2020
Firenze - Le mascherine firmate Elisabetta Rogai
Arte, efficienza e solidarietà in un solo dispositivo

Quando la mascherina oltre che glam, diventa un oggetto unico che strizza l'occhio all'arte. Stiamo parlando della serie limited edition (1) firmata dalla nota artista toscana Elisabetta Rogai e prodotta dall'azienda “Agile” di Pelago (Firenze). Un'iniziativa dal cuore grande, parte del ricavato dei 5 dispositivi lavabili (2), infatti, le cui stampe riprendono spaccati dei dipinti dell'artista (3 - 4), sarà destinata all’Associazione Onlus “Amici del Pronto Soccorso” di Careggi.

Mai senza mascherina, quindi.... un must have meglio se solidale, che già in tempi non sospetti era oggetto di stilisti all'avanguardia, diventando accessorio cult delle loro collezioni (5 - Pitti Uomo 97). Fino a oggi, elevato a vero e proprio trend griffato.

E così dopo aver recentemente riconvertito la loro attività per la produzione di dispositivi di protezione individuale e aver donato 2.000 mascherine alla Fondazione Tommasino Bacciotti, i titolari dell'azienda “Agile” Lapo e Lorenzo Roccia hanno trovato in Elisabetta Rogai la partner ideale per mascherine decisamente belle da abbinare anche ad outfit ricercati. “In un momento così delicato" – ha spiegato la pittrice anche autrice, tra l'altro, del Drappellone del Palio di Siena 2015 con vino e colori - "sono felice che le mie opere possano contribuire ad avvicinarsi un pò alla normalità, indossando un accessorio elegante e lontano dall'asetticità delle mascherine chirurgiche”.

Nella foto la bellissima Anna Burschtein (6) che si è gentilmente prestata ad indossare le mascherine.

 

Le mascherine limited edition di Elisabetta Rogai sono disponibili QUI oppure presso i canali social della pittrice QUI.

 

 

 

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Photo Credits

Photo 5 : gianfranco gori

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...