01ott 2020
Fondazione Magnani Rocca (PR) - "L’ultimo Romantico", una mostra da non perdere
Il signore della villa dei capolavori

Uno dei più bei musei privati italiani di livello altissimo, per le opere d’arte presenti, da Goya Van Dick, da Gentile da Fabriano a Cezanne, da Monet a Morandi, tanto per citarne solo qualcuno, si trova poco lontano da Parma in una villa con uno splendido parco in quella che fu la dimora del musicologo e mecenate Luigi Magnani Rocca (1). Si trova esattamente a Mamiano di Traversetolo e non solamente ha al suo interno incredibili capolavori nella collezione permanente, ma spesso allestisce interessanti mostre come quest’ultima visitabile dal 12 settembre al 13 dicembre in cui cento opere provenienti da celebri musei e prestigiose collezioni raccontano la vita del mecenate attraverso le sue frequentazioni intellettuali (2 - 3 - 4 - 5). L’esposizione, curata da Stefano Roffi e Mauro Carrera, presenta dipinti, autoritratti e documenti autografi di celeberrimi artisti, critici, musicisti, letterati, registi, aristocratici, capitani d’industria. Fanno parte della nutrita schiera Montale, Giorgio Morandi, Bernard Berenson, la Principessa Margaret, Severini, Gadda, De Chirico, Guttuso. L’autentico colpo di scena della mostra è la presenza di un quadro lungamente desiderato da Magnani Rocca ma mai conquistato. Si tratta del capolavoro cinquecentesco di Giovan Battista Moroni Il cavaliere in rosa, che per una serie di motivi sfuggì alla prestigiosa collezione per un’incollatura e che finalmente sarà visibile nella Fondazione, realizzando così il desiderio del collezionista. Vi invitiamo a visitare questa eccezionale mostra in un ambiente di grande appeal.

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...