18lug 2020
Il grido disperato dei 100 lupi di Ruowang: "non c'è più tempo"
A Firenze, l'installazione "Lupi in arrivo"

"Questa mostra è stata la prima assoluta a Napoli ma nel frattempo è cambiato il mondo" - "Ora la vediamo con occhi nuovi ma non diversi rispetto al periodo pre Covid, certo è che non abbiamo più tempo da perdere per risaldare il rapporto tra l'uomo e la natura" - Così il Sindaco di Firenze Dario Nardella ha introdotto la conferenza stampa di alcuni giorni fa della monumentale installazione "Lupi in arrivo" dell'artista cinese Liu Ruowang (1 - 2 - 3). Le opere sono esposte fino al 26 ottobre in due luoghi simbolo della città del Giglio: Piazza Pitti e Piazza Santissima Annunziata.  

"Una manifestazione plastica del virus che ci ha attaccato, una sorta di ribellione della natura di fronte a un progresso insostenibile e scellerato". Questo il messaggio del branco animale che sembra attaccare un imponente guerriero (4). In realtà, monito di un pianeta, il nostro, che non ha più tempo a causa del comportamento predatorio, ottuso ed egoista dell'uomo. Un mondo votato all'autodistruzione, dove "i lupi" ci lasciano ancora una fievole speranza (5): possono essere nuovamente mansueti, sta a noi recuperarne il rapporto.

"Lupi in arrivo" interagisce liberamente con l'architettura cittadina e con i suoi abitanti, proprio come desiderio dell'autore il quale sostiene che "per insegnare amore e rispetto per l'arte alle nuove generazioni, il metodo migliore sia far entrare l'arte nella vita quotidiana, rendendo i musei sempre più accessibili e non solo". 

Attori che occupano lo spazio, i magnifici lupi ci intimano a "vincere questa sfida secolare sopratutto nelle città dove si produce l'80% di anidride carbonica e di rifiuti. Un dovere di tutti i Paesi del mondo" - ha sempre continuato il primo cittadino di Firenze. 

Riflettiamo e riflettiamo ancora anche grazie a questi lupi eleganti dalla chioma cesellata come negli antichi bronzi cinesi, ma poi agiamo e facciamolo per davvero perché il countdown è iniziato. E un pianeta B non c'è concesso.

 

 

Altre info:

 

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...