27mag 2020
Mascherine di piccoli designer in erba
Al via il concorso a premi "dprizekids/disegnami una mascherina"

Bambine e bambini d'Italia munitevi di colori e date voce alla fantasia per realizzare un disegno sul tema della mascherina. Questo l'obiettivo del concorso indetto per i 10 anni dei premi di architettura e design A.prize e D.prize. La rispettiva organizzazione, infatti, ha lanciato il concorso a premi "dprizekids/disegnami una mascherina" rivolto ai bambini delle scuole italiane dell’infanzia e primarie (1). Un modo lodevole per stimolare la rielaborazione emotiva di questo delicato cambiamento che tutti stiamo vivendo e che, certamente, i più piccoli "soffrono" ancor di più (2 - Video di presentazione).

Piccoli designer (3 - 4), quindi, potranno dar sfogo alla loro creatività analizzando e interpretando un oggetto con il quale si sono dovuti confrontare, studiandone forma e funzione e personalizzandola con la leggerezza che li contraddistingue (5).

Per l’edizione dprizekids, è stato costituito un comitato senza scopo di lucro per convogliare le energie dei volontari e sostenitori, nel rispetto dello spirito dell’iniziativa e delle sue peculiarità.

Ambassador del concorso: la campionessa di Sci Federica Brignone, lo chef Filippo La Mantia, la food blogger Chiara Maci, il Professor Tognaccini Resp.

prep. atletica Juventus FC, l'architetto Fabio Rotella, l’architetto Simonetta Cenci, Assessore di Genova, il coach Dan Peterson, l’attrice Erica del Bianco.

In giuria: il direttore della comunicazione della Ferrari Jane Reeve; il presidente onorario della camera della moda Cavalier Mario Boselli, Alessandra Corrias, direttrice di Operationsmile, l'artista Massimo Catalani, Gregorio Paltrinieri, campione olimpico di nuoto. L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio morale di Operationsmile.

 

I disegni dovranno essere inviati a info@dprize.it entro il 30 giugno.

I premi saranno assegnati all’intera classe o alla scuola dei bambini vincitori.

Dettagli e bando QUI.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...