26feb 2021
Peggiora la salute delle donne: meno visite e piccoli disturbi in crescita
La ricerca Assosalute e l'opinione della senatrice Boldrini

Mal di testa, gonfiore delle gambe, ipersensibilità e moto altro (1). Sono solo alcuni dei disturbi causati dallo stress generalizzato da Covid-19 che hanno penalizzato donne di tutte le età durante i famigerati lockdown. Se ne è parlato questa mattina in occasione della digital press conference promossa da Assosalute (2), con la partecipazione della Prof.ssa Rossella Nappi, ordinaria di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università di Pavia – IRCCS Policlinico San Matteo, Giovanna Hotellier Data analyst and market research at Human Highway e della Senatrice Paola Boldrini, Vice Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato. Proprio a causa delle restrizioni e delle preoccupazioni conseguenti, della ridotta attività fisica e della forzata permanenza in casa, sono aumentate le criticità fisiche e psicologiche: il 57% delle donne ha sofferto più del solito di disturbi legati allo stress (come insonnia e tensioni muscolari), il 42% ha avvertito un aumento della pesantezza agli arti inferiori e il 35% del mal di testa. E proprio le emicranie (65,4%) rappresentano il disturbo più diffuso (3) seguito da tensioni muscolari e insonnia (57,9%), e dai problemi gastrointestinali (43%). Inoltre, 1 donna su 3 ha dichiarato che il lockdown ha avuto effetti anche sulla propria intimità. Il dato è particolarmente rilevante tra le giovani donne (4) che nel 40% dei casi hanno osservato un cambiamento sulla sfera del desiderio o hanno modificato le proprie scelte in tema di gravidanza e contraccezione prestando, inoltre, minore attenzione alla salute dell’area ginecologica.

Ma non è tutto... "1 donna su 3 ha rimandato almeno una visita: medico di base, ginecologo o specialista che sia" - ha dichiarato la Hotellier. In particolare il 30,8% ha posticipato un solo controllo mentre il restante 26,2% ne ha rimandato più di uno (5). E le figure femminili che hanno maggiormente trascurato la loro salute sono quelle tra i 35 e 55 anni. Di certo il sovraccarico di impegni tra le mura domestiche tra smart working, famiglia, bambini e tutela degli anziani, ha messo in secondo piano quella che era una priorità in tempi normali.

A tal proposito, ecco la dichiarazione della Senatrice Boldrini che ha sottolineato come: “la Commissione Igiene e Sanità del Senato è al corrente della drammatica situazione che vede coinvolte le donne che, a causa della pandemia da Covid-19, hanno visto peggiorata la qualità della loro salute in tutti gli ambiti, a causa di visite di screening e controllo disattese o rimandate, anche in situazioni in cui erano strettamente necessarie, come in gravidanza. A questo proposito sussiste anche un problema di tipo informativo poiché molte donne non hanno avuto accesso ai servizi sia per questioni strutturali legate al sistema sia per paura del contagio. La rete sanitaria si è adoperata per far fronte a questa problematica ed esistono oggi percorsi Covid-free che permettono di accedere ai servizi di assistenza e cura in totale sicurezza.”

“L’educazione e l’informazione sono il primo e fondamentale passo verso una corretta gestione dei piccoli disturbi e un miglioramento della qualità della vita delle donne. Questi due capisaldi devono essere resi possibili anche dal lavoro delle istituzioni, sia a livello nazionale che locale, che si devono adoperare per la presa in carico della salute al femminile.” - continua sempre la Senatrice.

“Disattendere i controlli per paura di infezioni da Covid-19 può avere varie implicazioni per la salute delle donne”, ha ricordato la Professoressa Nappi. “In questo caso l’automedicazione può rivelarsi un valido alleato per la gestione dei piccoli disturbi intimi, come vaginiti e infiammazioni promuovendo un’educazione all’automedicazione per riconoscere i piccoli disturbi. In ogni caso –  specie se i disturbi si protraggono per un periodo più lungo – non va tralasciata l’importanza di un consulto specialistico – che ora può avvenire anche in modalità telematica – e, soprattutto, non vanno disattesi gli screening di prevenzione” (6).

 

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