23set 2016
ROCCAFIORE: UNA VENDEMMIA NATURALMENTE BIO
A Todi e dintorni si prevede un’ottima annata.

Sulle colline umbre che circondano Todi si lavora alacremente. La vendemmia, oltre che in anticipo, si presenta di grande qualità, con uve che si mostrano ottime, sia dal punto di vista sanitario che di maturazione fenologica.

C’è quindi ottimismo alla Cantina Roccaforte (1), perché tutto fa prevedere ottime potenzialità per i vini 2016 prodotti, secondo la filosofia dell’azienda, rigorosamente secondo il metodo biologico.

A seguire con la massima cura i vigneti di Roccafiore è Hartmann Donà, enologo che ha deciso di utilizzare microterrazzamenti che permettano di avere l’esposizione solare ideale, con la disposizione orizzontale dei filari lungo le linee di pendenza.

Le prime uve raccolte sono state quelle per la produzione del Collina d'Oro, già messe in appassimento negli ultimi giorni di agosto; poi è stata la volta del grechetto, partendo dalle uve per il Bianco Fiordaliso (2), e quindi del grechetto per la base del Fiorfiore, dove si ricerca una maturità leggermente più elevata. Quindi è stato il turno dei vitigni a bacca rossa, con la raccolta del sangiovese, iniziando dal Rosso Melograno (3), per poi dedicarsi alle uve selezionate dei vigneti più vecchi, che daranno la base per il Roccafiore e il Prova d’Autore (4). In ottobre avverrà la vendemmia del montepulciano e del sagrantino, sperando che la stagione permetta di raggiungere una maturità fenolica ottimale anche su queste varietà dalla maturazione tardiva.

Per chi poi volesse partecipare attivamente alla vendemmia, c’è un’opportunità speciale: gli ospiti di Roccafiore SpaResort hanno a disposizione alcuni filari per provare l’esperienza di raccogliere i grappoli con le proprie mani.

Un’esperienza fatta già da molti italiani, appartenenti a più di una generazione; perché nelle colline di Monferrato e Langhe, Veneto e Toscana, Lazio e Sicilia, quella della vendemmia era, per i ragazzi di allora, una sorta di rito di iniziazione al lavoro e alla vita vera.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...