Sardegna Design Award 2020 

L’era inter-covid e la pianificazione e realizzazione degli eventi.

Questo potrebbe essere il sottotitolo ideale del Festival dell’Architettura 2020 di Cagliari, che si sta tenendo in questi giorni alla ex Manifattura di Cagliari, ribattezzata “sa manifattura”, un luogo che ha visto la nascita, lo sviluppo e il declino della manifattura tabacchi di stato, accomunato a tanti altri spazi di altre città, Firenze in primis; ristrutturato e restaurato è stato reso uno spazio per convegni, esposizioni e mostre-mercato di grande fascino. 

Qui oggi sabato 26 settembre alle 20 si presenta la prima edizione del Sardegna Design Award; un premio molto importante a nostro modo di vedere, che vuole finalmente far conoscere e valorizzare il design sardo, un design che spesso prende le mosse dall’artigianato di qualità dell’Isola, e che spazia dalla lavorazione dei metalli a quella del legno, della ceramica, del vetro, delle fibre tessili, vegetali e dei metalli preziosi. 

Appuntamento alle 20 con l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della città metropolitana di Cagliari e della Provincia del Sud Sardegna. Modera l’arch. Teresa Demontis.

Nella home page del Festival c’è, per così dire, il manifesto che è lo spirito dell’evento, di cui riportiamo l’incipit: “Dieci mesi fa progettavamo il Festival dell’Architettura di Cagliari 2020. Oggi la pandemia ci rivela un pianeta nuovo, dove riscrivere gli equilibri economici, sociali e culturali. A Cagliari abbiamo deciso di cogliere la sfida e, in linea con le finalità originarie, siamo al lavoro per reinterpretare il Festival e dare il nostro contributo”.

Il premio fa parte di un più ampio progetto curato dal CEAS Masullas Parte Montis intitolato “INTRECCI” finanziato dall’Assessorato per la difesa dell’ambiente della Regione Sardegna e dalla Fondazione di Sardegna. 

Per informazioni sul premio consultare QUI.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...