12nov 2022
Vini premiati della Toscana - Antonio Arrighi
La menzione della guida “I migliori 100 vignaioli d’Italia”

Abbiamo trattato di libri che raccontano di "Vigne viste dal mare", un argomento che ci affascina e, per restare in tema, ecco un’altra storia "vincente" tra flutti e bacco. Siamo all’Isola d’Elba, qui il produttore d’eccellenza Antonio Arrighi, con l'omonima azienda situata a Porto Azzurro all'interno del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, è fresco di una nomina meritevole: è stato infatti selezionato con altri 16 toscani per la prestigiosa guida del Corriere della Sera, “I Migliori 100 vini e vignaioli d’Italia 2023”, dei curatori Luciano Ferraro e Luca Gardini (1 - Antonio Arrighi con Luciano Ferraro). La guida (2) racconta le storie dei vigneron che stanno affrontando il cambiamento climatico e le strategie messe in atto dalle cantine per favorire la sostenibilità ambientale e sociale. “Sono molto fiero di questo importante riconoscimento – afferma Antonio Arrighi - che mette l'accento sul valore enologico dell'isola d'Elba e premia il lavoro di una piccola azienda”. Arrighi viene menzionato, non solo per la produzione di Nesos (3), il vino marino, un esperimento nato con la collaborazione di Attilio Scienza e dell’Università di Pisa che ha fatto rivivere l’antico modo di vinificare dell’isola di Chio, un vino che: “sembra uscito dal gusto di un’ostrica”. L'altro vino citato è Arembapampane Elba Vermentino DOC definito come: “un magnifico vermentino dall’Isola d’Elba che sa di sole e di mare”. “L'azione verde” messa in pratica dall'azienda consiste, tra le altre, nel recupero di mezzo km di secolari muretti a secco, utilizzando le varie tipologie di pietre presenti sul territorio: un vero e proprio “corridoio ecologico” per la salubrità del terreno.

Un recupero che si incastona splendidamente nell'anfiteatro naturale delle vigne (4) dell'azienda.

 

Altre info:

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...