12ago 2018
Enoturismo e architettura: TOSCANA WINE ARCHITECTURE, un grande team vincente

Vino, architettura e turismo, insieme per valorizzare un territorio già di per sé magnifico. Insieme per diventare ancora più grandi. Così opera la valente rete d'imprese Toscana Wine Architecture i cui numeri - 1500 ettari vitati, 6 milioni di bottiglie prodotte, 550 persone impiegate e oltre 50 milioni di fatturato annuo - testimoniano una Toscana del vino che fa davvero la differenza e lo fa con cultura, stile e qualità. Toscana Wine Architecture è una rete, costituita nel 2017, che riunisce 14 cantine di design (Cantina Antinori nel Chianti Classico, Caiarossa, Cantina di Montalcino, Castello di Fonterutoli, Colle Massari, Fattoria delle Ripalte, Il Borro, Le Mortelle, Petra, Podere di Pomaio, Rocca di Frassinello, Salcheto, Tenuta Ammiraglia - Frescobaldi, Tenuta Argentiera) che hanno fatto singolarmente investimenti significativi e hanno deciso di puntare su una strategia comune, per accogliere turisti e visitatori da tutto il mondo. E pare che l’idea funzioni visto che le cantine della rete segnalano un incremento medio del 20% dei visitatori rispetto al primo semestre dello scorso anno. Non c’è che dire, una visione della Toscana contemporanea che ben perpetua e ottimizza quanto gli antenati hanno lasciato in dono. Nuovi custodi di un paesaggio che è un vero e proprio patrimonio dell'umanità. Un programma a dir poco lodevole.
Toscana Wine Architecture viene promosso da Regione Toscana in collaborazione con Vetrina Toscana, Federazione Strade del Vino, dell'Olio e dei sapori di Toscana in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana.

Nella foto 1 di questo inedito gruppo di produttori, da sinistra a destra in prima fila: Piermario Meletti Cavallari (Fattoria delle Ripalte), Allegra Antinori (Cantina Antinori nel Chianti Classico e Le Mortelle), Jacopo Rossi (Podere di Pomaio), Lamberto Frescobaldi (Tenuta Ammiraglia - Frescobaldi), Paolo Panerai (Rocca di Frassinello). In piedi: Giovanni Mazzei (Castello di Fonterutoli), Julian Reneaud (Caiarossa), Salvatore Ferragamo (Il Borro), Michele Manelli (Salcheto), Lorenzo Danielli (Cantina di Montalcino), Marco Rossi (Podere di Pomaio), Federico Zileri (Tenuta Argentiera).

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...