11set 2016
UN TERRITORIO ANTICO, UNA NUOVA BOTTIGLIA
Il Consorzio Vini Asolo Montello presenta un Docg Superiore Brut con lieviti indigeni.

L’identità è una cosa seria, complessa, di valore. Niente di meglio di una bottiglia unica per raccontare storie, radici, sapori di una terra. Ecco perché alla fine d’agosto, il Consorzio Vini Asolo Montello, nel Comune di Montebelluna, ha presentato con orgoglio la nuova bottiglia istituzionale dell’Asolo Montello. Una bottiglia con un’immagine fresca e vivace: un’etichetta a sfondo bianco con il logo del Consorzio e capsula nera con un bindello applicato per raccontare il progetto. Si tratta di un Asolo Docg Superiore nella tipologia Brut (1), prodotto con lieviti indigeni da uve Glera provenienti da soli vigneti dell'area Asolo Montello.

Questo Prosecco, frutto del lavoro corale del Gruppo Giovani, rappresenterà tutti i produttori, secondo il parere di Armando Serena, Presidente del Consorzio, nonché il territorio da cui proviene. Il contributo della terra natia è dato dai i lieviti autoctoni selezionati scelti per la fermentazione. E se i ceppi di lieviti indigeni esprimono al meglio le caratteristiche del territorio - aromaticità, struttura e persistenza gustativa – la scelta di proporre la bottiglia istituzionale nella versione Brut mette in risalto la forte identità delle colline dell’Asolo e Montello, dove il terreno è per natura predisposto a vini di maggiore struttura. Questa è una zona di alte colline, di forti escursioni termiche, di buona ventilazione e di una grande ricchezza minerale; tutte caratteristiche, questa, che si esprimono al meglio in un Prosecco dal tenore zuccherino mediamente basso.
A essere coinvolte, grazie anche a un'azione di co-marketing, supportata da Unindustria Treviso, per la promozione della denominazione, sono anche una quarantina tra di aziende e industrie della zona che non appartengono al settore vinicolo, che utilizzeranno la bottiglia nel corso di fiere e manifestazioni, soprattutto all’estero.

Una maniera nuova e originale per proporre con orgoglio e passione un simbolo dell’identità di queste terre.

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...