13apr 2018
Vinitaly 2018 - Centoventi Franciacorta Riserva di Ronco Calino
Il grande ritorno

Mancava da tre vendemmie, e con Vinitaly (1) il Salone Internazionale del vino dal 15 al 18 aprile, torna a far parlare di sé: è Centoventi, il Franciacorta più sorprendente di Ronco Calino (2).
L'azienda di Paolo e Lara Radici presenta in anteprima a Verona la vendemmia 2007 dell'E xtra Brut Riserva che nasce solo nelle vendemmie con uve in perfetto equilibrio acidico. Impresa resa più facile dalla particolare esposizione dei vigneti Ronco Calino, un monocru di 10 ettari in una valletta appartata al centro dell'anfiteatro morenico franciacortino.
Centoventi, cuvée di Chardonnay e Pinot Nero, rispettivamente 60 e 40%, riposa sui lieviti 120 mesi. L'annata 2007 è la prima a portare la firma di Leonardo Valenti, coadiuvato dall'agronomo Pierluigi Donna, sia in vigna che in cantina: una continuità che ha valorizzato la mano ferma dell'enologo-ricercatore, permettendo a Centoventi di esprimere il tutto suo potenziale.
"La freschezza aromatica di Centoventi conferma che in Franciacorta possiamo creare cuvée molto longeve" - dichiara Lara Radici (3) - "Alcune microzone, come quella dove dimorano i nostri vigneti, sono particolarmente fortunate, perché vocate a dare basi fresche, dall'acidità elegante".
Centoventi (4) è prodotto in soli 300 esemplari in formato Magnum: 5 mila bicchieri soltanto. La Riserva ha ricevuto particolare apprezzamento dal mercato danese, che si è aggiudicato la metà delle bottiglie prodotte nell' edizione precedente, targata 2004.
"Ci rivolgiamo agli appassionati più attenti, che sanno apprezzare la particolare impronta dei nostri Franciacorta: eleganti, maturi, con dosaggio zuccherino limitato" - continua Lara Radici.

Lo stand Ronco Calino a Vinitaly è al Palaexpo Lombardia, area Franciacorta, A14. Oltre a Centoventi Riserva, in assaggio i Franciacorta Brut, Satèn, Nature e Brut Millesimato, insieme a Rosé Radijan. Non mancherà il primo vino bio firmato Ronco Calino, Curtefranca.

1

2

3

4

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...