13apr 2018
Vinitaly 2018 - Cortona Doc, il “modello Syrah” toscano che fa tendenza

Il Syrah italiano più apprezzato? Quello di Cortona, la città toscana che dà nome anche alla denominazione, è sicuramente avanti. Lo attestano i numeri, le vendite degli ultimi anni e i successi siglati in guide e concorsi internazionali. Sarà proprio il Syrah, insieme agli altri vini della Cortona Doc, tra i protagonisti a Vinitaly dove dal 15 al 18 aprile prossimi il Consorzio Vini Cortona sarà presente con un proprio stand (1) all’interno del padiglione della Toscana. Pad 9 Stand C1 (2) sono anche quest’anno le coordinate per visitare gli spazi dove si racconta il “Cortona Wine Style”, attraverso le aziende della denominazione, alcune in forma diretta, altre al banco di degustazione consortile che raccoglierà la maggior parte delle etichette della Doc. Un momento di promozione non solo per la Cortona Doc, ma anche per tutto il territorio di produzione che da qualche anno sta puntando proprio sulla promozione integrata dei principali assetti culturali. «Vogliamo parlare del nostro territorio attraverso i vini e in particolare abbiamo capito che il Syrah è il vitigno che ormai più ci rappresenta" – spiega il presidente del Consorzio, Marco Giannoni – "non solo perché la maggior parte delle aziende ne ha fatto un cavallo di battaglia, ma anche perché ci chiamano da tutta Italia per raccontare il nostro stile produttivo a partire proprio da questa varietà che ormai ci fa riconoscere premi e attestazioni di merito».
Fresco, deciso, elegante o potente. Volendo riassumere le caratteristiche dei vini Syrah della Doc cortonese, questo è il risultato secondo le analisi degli esperti del settore. Una varietà di uva che ha saputo trovare nelle colline intorno a Cortona un ambiente pedoclimatico ideale per esprimersi. La leggenda che lega questa uva di origini forse mediorientali (dalla città persiana di Schiraz) o mediterranee (da Siracusa) o francesi (in epoca più moderna) racconta che alcune barbatelle furono lasciate in eredità dall’occupazione francese nell’era napoleonica. Il microclima, la condizione dei suoli, l’armonia fra vento e sole e in questa area nella parte orientale della Toscana, hanno permesso il suo adattamento fino alla sua espressività di oggi (3 - Logo Consorzio).

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...