Visioni da bere :: 28 mag 2024

Vite e vino in Sardegna: se ne parla al 77esimo Convegno Assoenologi

Venerdì 31 maggio 2024 al 77esimo Convegno Nazionale di Assoenologi va in scena anche la Sardegna con il suo patrimonio vitivinicolo, la sua agrobiodiversità, il suo paesaggio vitato, coltivato e spontaneo.
Siamo a Cagliari, nella stupenda Galleria Umberto I, gioiello contenuto nel Bastione di Saint Remy, monumento simbolo della città sarda, capoluogo della Sardegna. Nella Tavola rotonda pomeridiana “La Sardegna isola della Biodiversità, terra madre della vite” condotta da Anna Scafuri del Tg1 Rai, partecipano infatti  Luca Mercenaro, ricercatore Facoltà di Agraria Università di Sassari; Alberto Angioni, docente dipartimento Scienze della vita e dell'ambiente Università di Cagliari; Gianni Lovicu, dell’Agenzia Agris Sardegna; Francesco Fronteddu, dell’Agenzia Laore; Emanuele Farris e Gianluigi Bacchetta, docenti di Botanica, delle Università di Sassari e Cagliari.
Abbiamo raggiunto al telefono Gianluigi Bacchetta: Il patrimonio vitivinicolo sardo con le sue varietà autoctone è coerente con la grande diversità della flora. Anche i paesaggi vegetali sono coerenti con i paesaggi agricoli tradizionali e caratterizzano fortemente il territorio. C’è un criterio importante da tenere in considerazione; la vite selvatica e quella addomesticata sono calcifughe, per cui si rinvengono in territori non carbonatici; è molto importante per capire la storia della vitivinicoltura sarda, l’ecologia del parente silvestre e quella delle viti coltivate.
Gianni Lovicu ha dedicato molti anni allo studio dei vitigni sardi, ribaltando il luogo comune che voleva le viti coltivate nell’antichità in Sardegna esclusivamente di importazione prima dalla Fenicia, poi dalla Grecia, da Roma e infine dalla Spagna, nel Medioevo:  La biodiversità viticola della Sardegna è una ricchezza sia per la filiera isolana che per quella nazionale. Fermo restando che la biodiversità spontanea della vite selvatica è un universo ancora fondamentalmente poco esplorato, i vitigni minori della Sardegna, dei veri e propri "unicum", sono una risorsa in termini sia di differenziazione di prodotto e valorizzazione dei territori che di prospettive rosee per la coltivazione della vite, se dovessero essere confermate le peggiori previsioni sul riscaldamento globale. Infatti, la presenza di vitigni a tarda maturazione, relitti probabilmente di epoche più calde di quella attuale,  permette di avere una visione positiva a fronte di scenari dipinti con toni troppo cupi.
Secondo Alberto Angioni la sostenibilità ambientale delle produzioni vitivinicole sarde si fonda sulla stretta collaborazione da più di 40 anni fra le Cantine, le Università di Cagliari e Sassari e gli Enti Regionali, oggi, Agris e Laore.  I dati di campo raccolti in questo lungo periodo mettono in evidenza una diminuzione progressiva dei residui di prodotti fitosanitari e l’utilizzo di prodotti fitosanitari a bassissimo impatto tossicologico sull’uomo e sull’ambiente. Le particolari condizioni climatiche della Sardegna favoriscono un numero di trattamenti largamente inferiore alle altre regioni, permettendo una coltivazione in semi-biologico. 
Secondo Angioni La nuova grande sfida da affrontare riguarda i cambiamenti climatici. Come riusciranno le cantine e gli agricoltori a contrastarne gli effetti, quali strategie dovranno essere messe in campo, la risposta è adattamento, comprensione e ricerca e sviluppo.
Chiude idealmente il cerchio Mariano Murru, anfitrione del Convegno Assoenologi e Presidente di Assoenologi Sardegna: la Sardegna è una terra antichissima, con una civiltà millenaria che coltivava la vite oltre tremila anni fa e commercializzava con i popoli del Mediterraneo, con biodiversità unica, che ha preservato una varietà incredibile di tipologie di vite; in un paesaggio incantato e con una filosofia di vita che ci rende tra i più longevi al mondo, fatta di buon cibo, buon vino ma soprattutto rispetto della famiglia, delle amicizie,  della propria storia e tradizioni. Tutti aspetti positivi della nostra isola ricca di valori che comunicheremo attraverso le tavole rotonde, le mostre, le interviste, le masterclass e le diverse attività culturali organizzate per le giornate convegnistiche.  

 

Ron Millonario

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