27lug 2022
Parma - Vasco Ascolini in mostra
23 luglio – 11 settembre 2022

La mostra, allestita nell’ex chiesa di San Ludovico a Parma e prodotta dal Comitato per Parma 2020 con il sostegno di Enel, raccoglie gli scatti di Ascolini - l’unico fotografo italiano di cui abbiano scritto lo storico dell’arte sir Ernst H. Gombrich e il grande medievalista Jacques Le Goffche - con il suo punto di vista e stile inconfondibili, ha colto i dettagli di città capitali della cultura nazionali e internazionali, come Arles, Berlino, Il Cairo, Ginevra, Parma, Versailles e Tunisi. Immagini di sculture, musei, chiese, palazzi e giardini che si incontrano nella quotidianità – a colori, in movimento, immersi in rumori di fondo – segnaletiche, cancelli e automobili, negli scatti selezionati per la mostra perdono la scala, e il loro senso è modificato da un nero potente, che confligge con la luce.

Ascolini, che proprio a Parma negli anni Settanta ha iniziato la sua formazione come artista, partecipando da uditore alle lezioni universitarie di Quintavalle, ora torna in città con una mostra che vuole far vivere agli spettatori un’esperienza diversa e totalizzante: un maxischermo installato al centro della navata di San Ludovico proietterà le fotografie per un tempo adeguato a coglierne gli elementi rappresentati, con i soli testi descrittivi a interrompere il bianco del layout. In sottofondo, una selezione di suoni registrati in presa diretta in tutti i luoghi fotografati contribuirà ad aumentare lo straniamento. Non una mostra tradizionale, dunque, ma un film, con un inizio e una fine, il visivo associato all’audio, gli spettatori seduti e il buio in sala. 

La sua poetica è stata collegata alla messa in scena della scultura e ai gesti del teatro Kabuki dallo storico dell’arte Arturo Carlo Quintavalle. Cavaliere delle Arti e delle Lettere della Repubblica Francese, Ascolini personifica il motto nemo propheta in patria, perché, nonostante il riconoscimento internazionale, in Italia resta poco noto. Questa mostra si propone di far conoscere la sua fotografia al grande pubblico. 

“Al contrario di quello che ordinerebbe la logica, attraverso le immagini di Ascolini, noi riusciamo a leggere il senso di una scultura anche solo vedendone una mano o un suo dettaglio che, scoperto dalla luce, riemerge dall’ombra nera della memoria – afferma Michele Guerra, sindaco di Parma. Lo slogan di Parma Capitale Italiana della Cultura è stato La Cultura batte il tempo e nelle fotografie di Ascolini il Tempo è rappresentato dall’uso del Nero, colore-assenza che isola, nasconde, riduce, sino a quando il fotografo, attendendo la luce giusta, deciderà di svelarci la sua visione”.

Aperta sabato e domenica, orario 11-18

 

Altre info sulla mostra:

SPUNTI DI VISTA

EDITO

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