Visioni da bere :: 14 mar 2018

Al Taste il primo GIN made in Tuscany

Peter in Florence, prodotto con ginepro e giaggiolo rigorosamente autoctoni

Lo abbiamo assaggiato a Taste, il Salone del gusto e delle prelibatezze enogastronomiche appena conclusasi a Firenze (1). Peter in Florence (2), un distillato alto di gamma made in Tuscany, un Gin che è la rivincita di un prodotto poco “capito” e valorizzato nel passato, ora eccellenza del territorio, forte di ingredienti di qualità e di una filiera controllata a partire dalla scelta dell’acqua, dal metodo di distillazione fino ai componenti esclusivi come la lavanda o l’iris. L’azienda produttrice è il Podere Castellare di Pelago, vicino a Firenze, prima micro-distilleria specializzata d’Italia, ma anche laboratorio dedicato al gin a 360°: qui è possibile vedere e cogliere le erbe (3) usate nella produzione (ben 14 botaniche, quasi tutte locali), coltivate intorno all’Eco-Resort, fare formazione sul prodotto e godere delle degustazioni guidate.
Al Taste abbiamo incontrato il master distiller Stefano Cicalese (4) che oltre ad accompagnarci in distilleria in un “tour virtuale” (5), grazie agli speciali “occhiali 3D”, facendoci quasi toccare con mano gli ambienti della suggestiva Gin Farm, ci ha raccontato pregi e virtù di un prodotto strutturalmente complesso e ricercato. “La base di Peter in Florence riprende la struttura del London dry gin per poi diventare una bevanda esclusiva grazie a un nostro touch molto particolare fatto di lavanda, rosmarino, iris, ginepro toscano etc” - “La parte floreale, inoltre, rappresentata dall’iris, tra l’altro icona della città, è il frutto di una distillazione delicata e rigorosa, in quanto la pianta fiorendo in tempi brevi - una decina di giorni - va monitorata con attenzione". Un distillato elegante che piace anche a un pubblico rosa - “porta bene i suoi 43°” - ci sottolinea sempre Cicalese: morbido al palato, per nulla aggressivo. Facile da apprezzare anche da solo.

Ora la sfida dell’azienda fiorentina è di proporre Peter in Florence in abbinamento a piatti gastronomici, un drink da pasto come succede nel resto del mondo. Certo, in Italia non è di uso comune sorseggiare un bicchiere di Gin tra una forchettata di pasta e l’altra. Ciò non toglie che un prodotto di alta qualità come quello della Farm di Pelago, possa aprire nuove abitudini di consumo e di mercato anche nel Belpaese. Sempre in occasione della food kermesse fiorentina, durante il FUORI DI TASTE – la manifestazione fuori salone che si sviluppa in città – Peter in Florence è stato anche protagonista di una cena piuttosto audace - Gin&Fish - presso la DITTA ARTIGIANALE, locale glamour, a due passi dal Ponte Vecchio. Rivisitato in diversi cocktail ha accompagnato le portate gourmet a base di pesce. Dalle tagliatelle di pasta fresca al ginger e dadolata di polpo (6), abbinate al delicato SLOW MULE (7) gin infuso alle scorze di arancia e cannella e al succo di lime, al filetto di branzino al cartoccio, questa volta insieme al NOTA GIBSON gin, vermouth bianco infusi alle erbe mediterranee.
E per chiudere in dolcezza, il BITTER SWEET, gin amaro sfumato con mandorle, noci uvetta e scorze di limone associato a un bonet (sempre profumato al Peter in Florence) con salsa di caffè amaro.
Che dire.. Appassionati, bon vivant o semplici curiosi siete informati: perché non approfittarne?

Ron Millonario

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