01apr 2020
Coronavirus - Mascherine protettive
L'impegno delle aziende italiane

Plauso alle aziende italiane che con coraggio si mettono in discussione per la collettività, per far fronte all'emergenza Covid-19. E non sono poche.

Realtà imprenditoriali che, per la sanità, per il settore agro-alimentare o per la comunità in generale, hanno scelto di riconvertire parte o tutta della propria produzione per la realizzazione delle mascherine protettive (1 - 2). Plauso anche a coloro che si prodigano per il recupero, anche dall'estero, di materiale sanitario destinato alle numerose strutture ospedaliere del Paese (3).

Ecco alcune case history che parlano di un'Italia valorosa.

 

A Bolzano, l’azienda altoatesina DaunenStep, forte di una lunga tradizione e una grande competenza nella produzione di magnifici piumini da letto per tutte le stagioni, ha deciso di realizzare, sopratutto per gli operatori dell’area agro-alimentare, mascherine in cotone, certificate Oekotex 100, sterilizzabili a 95°, che, pur non avendo le caratteristiche di presidi come FFP2 e FFP3, presentano una fitta trama di cotone che può essere utile per prevenire il contagio. Reperibili anche online sul loro sito QUI

Rimat, azienda umbra di Bastia, dopo una consolidata esperienza nel settore di indumenti e accessori in ambito professionale, ha accolto l'invito del Governo Italiano a riconvertire la propria produzione, adattandola alla realizzazione di mascherine protettive. È nato così il progetto #faccetricolori che, al rispetto delle necessarie conformità, aggiunge un tocco di stile tutto italiano (4), ispirandosi alle inconfondibili scie delle amatissime Frecce Tricolori. “Lo abbiamo fatto" - afferma Nazzareno Scopetti, titolare della Rimat –  "per dare un futuro alle nostre competenze e professionalità, con il sincero desiderio e orgoglio di contribuire a rafforzare il senso d'appartenenza alla nostra comunità nazionale; non a caso le mascherine riportano i colori della bandiera italiana e sono veicolate con l’hashtag #faccetricolori”. La mascherina #faccetricolori, fabbricata con tessuto 100% cotone canvas, di alta qualità, idrorepellente e certificato come idoneo al contatto con la pelle, nasce come risposta a una crescente domanda di protezione individuale durante i necessari spostamenti da casa al lavoro, al supermercato etc. #faccetricolori rispetta l’ambiente ed è meno dispendiosa per l’utilizzatore potendo essere lavata con acqua tiepida e un detergente neutro o sanificata con una soluzione idroalcolica al 60%, per poi riutilizzarla.

E poi mediatori "illuminati" come FederlegnoArredo, insieme a Salone del Mobile.Milano e VNU Exhibition Asia che hanno garantito l'arrivo dalla Cina di mezzo milione di mascherine. Un'operazione resa possibile grazie alla mobilitazione di tutto il mondo del design e dell’industria dell’arredo cinese. Il risultato? 545.000 mascherine (di tipo chirurgico e di tipo FFP2, FFP3, KN95 e N95) che verranno consegnate alla Croce Rossa Italiana per distribuirle nelle strutture più bisognose di supporto immediato.

Infine, l'impegno di Rotary Distretto 2042 che con il progetto Covid-19 Emergency, ha permesso la distribuzione di 1000 mascherine FFP2, donate da Itema Group, al Comune di Bergamo per gli operatori attivi nell'emergenza sanitaria. Ancora... Tramite le relazioni del Distretto con le aziende del territorio, altre 1700 mascherine FFP2 sono state donate, grazie al contributo di Comac e dei suoi collaboratori, alla ATS di Bergamo per i medici di medicina generale di tutta la provincia bergamasca. Altre buone notizie dalla Cina: il Rotary Club di Suzhou è pronto a inviare mascherine e tute protettive, ma molto altro materiale sanitario è in arrivo nelle prossime settimane grazie agli aiuti cinesi.

In fondo lo diceva anche Madre Teresa di Calcutta: "Sappiamo bene che ciò che facciamo non è che una goccia nell’oceano, ma se questa goccia non ci fosse, l’oceano avrebbe una goccia in meno."

 

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Un cliché decisamente intramontabile quello del plaid, caldo, “fluido” nel senso di trasportabile ovunque, sulla poltrona davanti alla tv, in camera da letto anche se la casa è ben riscaldata (1). Cosy è cosy, e sopratutto sta bene là dove si dimentica, senza compromettere lo stile domestico, qualunque esso sia: lo si getta sul divano, lo si riprende, si piega, si ripone nell'armadio, il più delle volte ritorna etc… Mai senza! Come il mitico tubino nero.  E a seconda dei propri fantasmi invernali, lo si può accompagnare a una vellutata fuma...