Libri che emozionano - “Gente di mare”
Marinai e altre storie per sognare ad occhi aperti

Che il mare ispiri racconti (1), è certo cosa nota: dai momenti epici a quelli poetici, dagli aneddoti comici ai ricordi struggenti, dalle storie d’amore alle tragedie; in divenire continuo come il moto delle maree o l’andamento ondoso con un suo danzare, talora lento tal altro repentino, sempre senza soluzione di continuità.

Così la novità editoriale “Gente di mare” di Nini Sanna edito il Frangente (2), libro di novelle, ognuna diversa ma tutte legate al "sesto continente” che spaziano nelle disparate tipologie letterarie accomunate dal mare appunto, o meglio dalle sue genti come recita il titolo e che ne costituiscono l’affresco movimentato e composito di questo suo ondeggiare tra marosi diversi, spesso esotici dai nomi accattivanti quasi favola epopea salgariana. Ed il lettore segue tale narrativa (3), sempre più avvolto dalla carezza dello scrivere, lieve nel tocco e spesso sagace con punte di lirismo se non malinconico, certo col cruccio che “ai naviganti intenerisce il core” come ricordano i versi immortali del sommo Poeta e del suo famoso Ulisse…

Non mancano le note delicate, quali la storia del cane di bordo Black, brutto come un cinghiale ma alla fine riconoscente come solo la sua specie è capace di mostrasi agli umani. Oppure quelle tormentate di romantica malinconia, nel ricordo delle “scarpette rosse” di una leggiadra indigena persa e forse ritrovata dove non si sarebbe voluto mai… o ancora i ricordi biografici dei vari imbarchi, non sappiamo se realmente autobiografici ma poco importa.

Interessa invece e molto la prosa leggera, la velocità del narrare, la poetica dei racconti: volo impalpabile di gabbiano (4) che non ci stancheremo mai di seguire. Buona lettura.

 

Altre info:

1

2

3

4

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...