Living & Convivi :: 2 nov 2023

Milano, in scena la grande pittura Spagnola

El Greco e Goya a Palazzo Reale

Dittico imperdibile per gli amanti dell’arte iberica nella città meneghina. Due tra i più grandi artisti mai espressi da quella nazione sono presenti nel contenitore di mostre più importante del capoluogo lombardo.

Fino all’11 febbraio 2024 El Greco e Goya (1) fino al 3 marzo 2024. 

El Greco un maestro senza tempo 

Prendendo le mosse dalla biografia del pittore cretese, di nascita Domenikos Theotokopoulos, chiamato con il nomignolo indicante la sua provenienza geografica, il progetto espositivo  presenta 41 opere certificate  tra cui molti capolavori. Una curatela rivoluzionaria permette un approccio alla sua opera con un nuovo sguardo critico che lo pone all’interno dei grandi artisti che conobbe nei suoi innumerevoli viaggi, in particolare durante le visite a Venezia e a Roma, prima di approdare definitivamente a Madrid e Toledo. Essere rimasto a stretto contatto con maestri quali Michelangelo, Parmigianino, Correggio, Tiziano, Tintoretto gli ha permesso di ispirarsi, come si può chiaramente constatare nella sezione più intrigante tra le cinque presenti, intitolata Dialoghi con l’Italia dove le opere di El Greco dialogano direttamente con quelle dei suoi maestri (2). Precede questa area tematica quella intitolata Il bivio dove si affrontano gli esordi cretesi nella produzione di icone che si porterà con se per tutta la vita, ritrovandosi nella partizione degli spazi adottata anche nel suo stile così particolare che allunga le figure in un verticalismo che tende a Dio. Segue Dipingendo la santità, sul suo lavoro a Toledo con i quadri devozionali (3) in cui dà corpo a un’empatia originalissima con le sue collezioni, riscuotendo un successo grandissimo nelle committenze. L’icona, di nuovo, quarta sezione, illustra il suo ritorno a questo stile con un approccio diretto, di profonda introspezione in cui si indaga la potenzialità espressiva dei gesti, senza nulla che distolga dalla devozione. Chiude l’esibizione El Greco nel labirinto in cui si rende omaggio alla statua del Laocoonte (4), qui riprodotta a fianco per poterne apprezzare differenze e analogie. 

Goya la ribellione della ragione

Seconda imperdibile mostra di Palazzo Reale è dedicata ad un altro "irregolare" Francisco Josè de Goya y Lucientes che contribuisce a un cambio di paradigma mentale nell’arte iberica. In un percorso che parte dagli straordinari quadri come pittore di corte per poi giungere, ma non in modo così netto - come sottolinea la critica più recente - alla satira sociale e alla crudeltà della guerra. Un’arte illuminista, frutto della ragione ma al tempo stesso espressiva ed emotiva, risultando di stringente attualità e modernità. Nelle 70 opere (5) che percorrono tutta la sua evoluzione artistica è da notare un'autentica novità: la presenza delle originali matrici di rame, restaurate per l’occasione, poste accanto alle incisioni, rendendo la visione dei capolavori ancora più esaustiva. Una evoluzione continua che lo accompagna per tutta la sua esistenza e che salda i due periodi solitamente separati, pittura di maniera cortigiana, con vette altissime, e la parte visionaria in un unicum senza soluzione di continuità. In 7 sezioni si passa da un tipo di pittura convenzionale, con ritratti indimenticabili, ma di un livello tale da essere quasi unico per il suo tempo, alla visione della realtà che lo circonda, complici il gioco dei bambini, le feste popolari (6) e lo spettacolo forte di un approccio ante litteram sulla corrida. Il suo atteggiamento tipico dell’illuminismo gli permette di affrontare la realtà in senso critico ma al tempo stesso ribelle nei confronti delle classi sociali, il clero, l’insegnamento, arrivando al capolavoro assoluto che è il celeberrimo Il sonno della ragione genera mostri. Questa posizione dicotomica si vede bene nelle opere sulla guerra dove, da un lato è sodale con il popolo spagnolo che vuole mantenere la libertà e dall'altro agli insegnamenti illuministi ai quali aderisce tradito, poi, però dall'invasione napoleonica della Spagna. In un atteggiamento di decisa onestà intellettuale denuncia gli errori perpetuati da entrambi i fronti contrapposti, costandogli molto. 

Due maestri assoluti della storia dell’arte che è possibile visitare in un'affascinante doppia kermesse che vi lascerà ammirati, tale e tanta è la messe di capolavori presenti. Tutto ciò che è venuto dopo non può non tener conto degli insegnamenti di El Greco e Goya.

Semplicemente imperdibile! 

 

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