Visioni da bere :: 20 dic 2022

Torino - Roku Gin celebra la stagione giapponese dell’inverno

Al Piano 35, in cima al Grattacielo Intesa Sanpaolo

Roku Gin (1), il marchio di casa Suntory, ha presentato l’appuntamento invernale di “The best of every season“ che declina le stagioni del Sol Levante in un luogo di assoluto fascino, il (2 - 3) cocktail bar ristorante Piano 35 di Torino (ultimo piano del Grattacielo di Intesa Sanpaolo), seconda casa del celebre chef Marco Sacco (4) del bistellato Piccolo Lago di Mergozzo, sempre in Piemonte. Giunto in Italia nel 2018, è diventato sin da subito uno dei gin più ricercati dai bartender, usato con grandi risultati in miscelazione, eccellente anche bevuto in purezza, grazie all’uso di botaniche che esprimono appieno gli elementi della natura giapponese. L’ideogramma Roku significa “numero 6” che sono gli estratti delle piante presenti nelle foreste nipponiche, tutte rigorosamente raccolte a mano. Simone Sacco, figlio dello chef Marco Sacco e noto bartender, ha creato appositamente tre cocktail che esprimessero in un connubio sensoriale di grande impatto, il mix tra le stagioni fredde del Sol Levante e del Belpaese. Un Gimlet (Gin Roku, cordiale di menta al bergamotto, Peychaud’s Bitter, top tonica Mediterranea), il Sa-Kura (Gin Roku, vermouth bianco, vermouth Sakura e liquore ciliegio) e infine il Sebun (Gin Roku, orzata di nocciola, succo di limone). Il food pairing che ha accompagnato i tre cocktail ha visto sfilare veri e propri piatti iconici di Marco Sacco e del resident chef di Piano 35 Christian Balzo. Lingotto del Mergozzo, a base di trota marmorata affumicata al faggio, polvere di pane all’aceto balsamico, gel di aceto di lamponi. Ramen di siluro (5) innovativa idea per cucinare questa specie invasiva che ha conquistato le nicchie ecologiche delle nostre acque dolci. Per la sua grassezza e grandezza viene trattato con un maiale, nella fattispecie come un cicciolo, quindi marinato, affumicato, e portato ad una cottura morbida con lo strutto aromatizzato. I noodles sono realizzati con farine tradizionali piemontesi, brodo di Lago profumato alla giapponese, polvere di Combawa semicandita, alga e uova di quaglia poché. Infine il Buratello, che sarebbe l’anguilla allo stadio giovanile. Alla base, una salsa ricavata dalle lische affumicate e grigliate, panna, zenzero e boccioli di rosa. Polvere di fegato del buratello bollito nel the verde di Premosello, grigliati ed essicati. Germogli di borragine e foglie d'ostrica. Il buratello viene cotto sottovuoto a vapore con il the e cotto in padella sulla pelle. Parte verde dell'anguria e liquore al basilico. Sorbetto alla rosa bruna di Ventimiglia. Polvere di the. Tre piatti geniali di grande ricerca ma al contempo di assoluto gusto. L’inverno è anche in Giappone la stagione degli agrumi e la botanica che domina è lo yuzu dal profumo inebriante, distillato in un alambicco di rame discontinuo e di cui si utilizza solo il “cuore“ dove maggiormente si concentrano gli olii aromatici, cui si accompagna il pepe sansho, specie autoctona affine al pepe di Sichuan. La straordinaria serata ha avuto momenti dedicati alla cultura nipponica quali la cerimonia del tè (6) e la calligrafia che hanno reso unica questa esperienza, regalandoci sprazzi di bellezza del meraviglioso Giappone

Ron Millonario

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