Galana, i gioielli in velluto sardo
By Daniela Mulas

È una grande artista della moda sarda, una stilista apprezzata dal mondo fashion isolano e non solo. Organizza anche mostre, sfilate, ama far conoscere gli stilemi della moda di Sardegna: dai tagli alle cuciture, dai tessuti alla passamaneria, sino agli accessori… 

L’idea della nuova collezione, “Galana” le è venuta con il perdurare dell'emergenza sanitaria legata alla pandemia di Covid-19 con cui tutti conviviamo. Daniela Mulas non si arrende ai tempi poco felici e continua a innovare e progettare nuove idee, belle e che rendono felici le donne. 

Da Gergei, delizioso borgo collinare del Sud Sardegna, ricchissimo di storia e cultura, ricco di oliveti e preziose colture agricole, Daniela nel suo atelier riflette, disegna e crea. Dopo il successo delle mascherine realizzate con il prezioso e bellissimo broccato sardo, di cui abbiamo scritto su questo magazine, questa volta la stilista ha pensato di puntare sui gioielli Made in Sardinia. 

L'idea è nata durante un importante corso regionale di marketing. Un'attenta ricerca e studio dei materiali, dei colori e dei loro abbinamenti hanno portato alla nascita della nuova collezione "Galana";  da maggio 2021 poi Daniela Mulas Made in Sardinia con tutte le sue creazioni è anche marchio registrato. Galana. Di cosa si tratta in dettaglio? Di gioielli realizzati con il morbido e sensuale velluto, caratteristico dei più preziosi ed eleganti costumi sardi. Il nome Galana deriva dal sardo galanu, che vuol dire aggraziato, bello, vistoso. Declinato al femminile come le protagoniste degli abiti e ora anche dei gioielli di Daniela. 

“I gioielli Galana sono pensati” - ci dice sicura la stilista - “per donne che vogliono distinguersi in ogni occasione secondo il proprio stile, sia esso casual o elegante”.

Daniela accetta ordini ed effettua spedizioni in tutta Italia. La sua pagina Facebook è https://www.facebook.com/danielamulasmadeinsardinia

 

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...