22set 2019
Guerra e pane
97 pagine che toccano l'anima

Se state cercando un piccolo gioiello editoriale da leggere d'un fiato, magari durante una delle prime giornate uggiose d'autunno, o da regalare, l'editore Slow food ha da pochissimo pubblicato "Guerra e pane". Della bravissima Margherita Oggero, le 97 pagine raccontano, tra disincanto e ironia garbata, spaccati di quotidianità sullo sfondo della Torino dei bombardamenti e dell’immediato dopoguerra. Fil rouge il cibo, frugale in quegli anni "difficili", spesso scandito dai razionamenti e dagli stratagemmi per mettere assieme il pranzo con la cena. Leggendolo, si sorride, ci si emoziona, si ripensa a quei lontani (e dimenticati) racconti dei nonni di un'Italia, in bilico tra le culture contadina e industriale, ormai persi nel fumo della memoria. E poi ci sono i piatti della tradizione come la Panada o il Pinzimonio, così ben descritti dall'autrice che il lettore "vive", per un istante gesta, riti familiari e abitudini ai fornelli, quasi gli appartenessero. 

Come l’odiata Panada, zuppa di pane raffermo che costituiva il grosso della dieta del papà che in guerra oltre all’anima aveva perso i denti o ancora la panissa, il "primo gagliardo, vietato a vegetariani, vegani, fanatici delle diete e del computo delle calorie, che all’epoca erano molto rari…" - con la quale per Margherita fu da subito amore.

Tra il nonno burbero che con la piccola Margherita "si scioglieva come il burro in padella sulla stufa", la nonna regina della cucina e la mamma paziente vestale del marito svuotato dalla Russia, Guerra e pane è un ritratto domestico che ci fa entrare in punta di piedi nell’infanzia di una delle maggiori scrittrici italiane contemporanee. 

Dopo il racconto di Margherita Oggero, Guerra e pane si chiude con un piccolo approfondimento di Grazia Novellini che ripercorre la storia del baracchino, da utensile rurale a oggetto postmoderno con il milanesissimo nome di schiscetta, e con il ricettario della memoria di Margherita: panada, panissa, minestra con semolino e riso con latte e castagne.

Ve lo consiglio. Io l'ho letto in viaggio, tra Firenze e Milano. Quasi 2 ore di commozione e puro piacere.

 

Guerra e pane

Piccola biblioteca di cucina letteraria

Slow Food Editore

Pagine 97

Prezzo 10 Euro

SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...