Food :: 23 ago 2019

Due chiacchiere con Federica Morelli del "Cane Utile"

Cinofila per davvero

Bionda, occhi azzurri, quasi una Madonna del Botticelli. Ma niente è ciò che appare: Federica Morelli titolare della scuola cinofila "Il cane utile" a poco più di un'ora da Milano, è una giovane donna molto determinata, energica, intensa (1 - 2). Dopo un percorso in architettura e una vita a fianco dei cavalli, diventa Istruttore qualificato a livello nazionale ENCI, sez.1 e decide di fare del migliore amico dell'uomo il suo lavoro in una struttura dedicata di 10 mila metri quadri (3). Perché Fido deve avere un compito per stare bene (4). Ma se è opportuno spiegargli cosa sia giusto fare e cosa no, è sopratutto il suo padrone che deve sapere come ben rapportarsi per una reciproca felice convivenza. Tutto questo e di più nell'intervista. 

 

 

Parlaci del tipo di addestramento che pratichi?

Di tipo classico, basato cioè sul rapporto uomo-cane e sulla reciproca collaborazione (5 - 6). La stessa collaborazione che ha portato la domesticazione del cane e quindi la sua selezione. La cooperazione è la base per la gerarchia, e la gerarchia è il vero collante di ogni rapporto tra animali di branco. Inoltre, attraverso la costruzione del corretto rapporto tra cane e uomo non nutro solo lo stomaco (con i biscottini durante l'educazione) ma la sua mente, fornendogli le competenze necessarie per vivere in questa società. Se serve uso il collare a scorrimento altrimenti il collare fisso.

 

Perché "Il cane utile"?

Innanzitutto, vuole essere un omaggio a Piero Scanziani e al suo testo "Il cane utile" (1951 – Helvetica), una bibbia per chi pratica la mia professione, un vademecum a cui faccio costantemente riferimento. Ma sopratutto perché il cane per stare bene deve avere un compito in proporzione a ciò che può dare, anche in casa o da lavoro per ricerca, pet teraphy, agility (7)... 

 

No a cani "fannulloni" o viziati dunque...

Più un cane è viziato e non ha compiti o piccoli ruoli all'interno del branco e della famiglia, maggiori saranno i suoi problemi comportamentali. Un esempio? Non di rado i cani di piccola taglia sono molto "abbaioni": penso al Volpino, il Pincher, il Chihuahua (8)... Ciò perché spesso troppo "coccolati" in braccio ai loro padroni (cosa impossibile con un San Bernardo). 

 

Cani aggressivi. Tutti hanno una chance di recupero?

Certo ma dipende dal contesto. Mi spiego... Se c'è un cane particolarmente insubordinato, rischioso per un bambino, rifiuto il lavoro. Personalmente lo considero non adatto per stare in quella famiglia. Ma lo stesso cane può essere ricollocato presso un nucleo diverso, magari con uno o due individui che sappiano gestire l'animale e quindi ritrovare un suo equilibrio anche comportamentale. Tutti i cani possono avere una modificazione emozionale e capire cosa non fare più. Ma il punto è se il padrone ha le competenze per governarlo: un cane indocile coordinato in modo non adeguato può diventare pericoloso.

 

Due parole su razze e falsi miti?

Il Pit bull, per esempio, anche solo per selezione, non è aggressivo con l'uomo. E' molto competitivo, invece, con gli altri cani. Diverso il discorso per il Maremmano: cane da pastore guardiano, non collabora con l'uomo semplicemente perché questa razza subentra in assenza del pastore. Ha un lavoro indipendente e deve difendere le pecore dagli altri uomini, dai lupi o da predatori vari. In definitiva non è un cane da gioco e ha bisogno di grandi spazi aperti. Altra cosa il Border collie: cane da pastore pure lui ma a conduzione e collabora con l'uomo. Tutto questo per dire che prima di scegliere l'amico a 4 zampe che ci accompagnerà per molti anni della nostra vita è bene affidarsi a qualcuno di esperto per valutare il cane a noi più adatto. Se ho un cane da lavoro non posso snaturarlo e chiuderlo in appartamento. Paradossalmente è più indicato un Alano tra le mura domestiche rispetto a un Segugio che necessita di muoversi e tanto.

 

Sei favorevole all'adozione da canile?

Certamente. Ma attenzione non tutti i canili sono ugualmente seri e competenti. Mi è capitato di ricevere clienti con cani da canile estremamente bellicosi che, una volta in famiglia, hanno morso anche i bambini. Un ente serio prima di dare in adozione deve essere consapevole delle problematiche (se ci sono) dell'animale e valutare il contesto dove verrà collocato per prevenire spiacevoli incidenti.

 

Tu sei mamma di una bimba piccola, cosa ci dici sul rapporto cane e nuovo nato...

Se il cane di famiglia è disciplinato, equilibrato e rispettoso delle gerarchie non esiste gelosia. La gelosia non fa parte delle doti proprie del cane: ciò che spesso viene erroneamente scambiata per gelosia è in realtà controllo. Se non c'è "potere" da parte del cane, la convivenza con il neonato non può che essere naturale e armonica.

 

E infine l'alimentazione...

Premesso che non sono nutrizionista ma colleghi veterinari hanno confermato che un'alimentazione a crocchette di qualità può allungare la vita dei nostri pet. E' fondamentale però leggere le etichette, evitare prodotti "basso di gamma" dove colori e forme diverse ingannano il consumatore poco attento sul valore reale del prodotto. Meglio inoltre optare per la carne disidratata come primo ingrediente. E naturalmente mai dare assaggini dal tavolo. Mentre mangiamo il cane deve rispettare il nostro spazio e la nostra risorsa. Così come noi facciamo con lui. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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