Living & Convivi :: 30 set 2021

Firenze - Cosa vedere? L’intensità dell’opera di Jenny Saville

“Michelangelo fa parte di me, è under my skin”

"Tra le più importanti pittrici viventi al mondo, non bisogna aver paura di dirlo" - così il Direttore del Museo del Novecento Sergio Risaliti ha inaugurato la conferenza stampa sulla grandiosa mostra che raccoglie in più sedi espositive della città i maestosi capolavori della pittrice britannica Jenny Saville (1 - 2 - 3 - 4). Un’artista che dagli anni ’90 ci offre esempi di pittura in cui possiamo riconoscerci tutti, ha sempre continuato Risaliti anche ideatore e curatore dell’imponente esposizione monografica i cui sono coinvolti il Museo Novecento, il Museo di Palazzo Vecchio, il  Museo dell'Opera del Duomo, il Museo degli Innocenti e il Museo di Casa Buonarroti. Un vero e proprio grand tour da vedere fino al 20 Febbraio 2022, dove tra dipinti e disegni realizzati negli anni '90 e altri creati appositamente per la mostra, non si può non restare affascinati, “stretti” nella profonda cifra stilistica dell’artista che indaga il presente attraverso un rapporto dialettico con il passato.

Il percorso della mostra, frutto di due anni di intenso lavoro, delinea, infatti, la forte correlazione tra Jenny Saville e i maestri del Rinascimento italiano, in particolare con alcuni grandi capolavori di Michelangelo. Emergono diversi dati, come la misura monumentale dei dipinti, tratto distintivo del linguaggio figurativo dell’artista fin dai primi anni della sua carriera, così come la sua ricerca incentrata sul corpo, sulla carne, e su soggetti femminili nudi, mutilati o schiacciati dal peso e dall’esistenza. Così anche il tema della maternità, alias rapporto universale tra la madre e la propria creatura, è certamente protagonista - “Il corpo e la carne sono da sempre temi cari a Jenny Saville che, con la sua pittura materica, genera opere dirompenti tramite le quali affronta l’esistenza della specie umana e, attraversando la propria, quella delle donne innanzitutto. Il tema della maternità compare poi prepotentemente quando l’artista stessa diviene madre. Il rapporto con i figli alimenta la sua creatività e genera nuove opere vigorose, come The Mothers, dove Saville si ritrae durante la gravidanza della secondogenita mentre tiene in braccio il primo figlio, scalpitante fino a ‘sdoppiarsi’ in quel movimento indomito che caratterizza la prima infanzia” - ha raccontato Maria Grazia Giuffrida, Presidente dell’Istituto degli Innocenti (5).

Di grandissimo impatto emotivo l’opera monumentale di maggior risonanza, Fulcrum (1998-99) esposta nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio (Foto 1), dialetticamente in antitesi con i capolavori riuniti nella sublime cornice del Salone delle Battaglie, così detto per gli affreschi realizzati dal Vasari e dalla sua scuola per celebrare le vittorie dei fiorentini contro gli avversari. Lo spazio di rappresentazione di Fulcrum è interamente occupato dalla massa di tre corpi riversi, anzi dalle carni e mal si distinguono i volti e le individualità delle due donne e della giovinetta, costrette in un abbraccio dai toni drammatici.  Il dialogo di Saville con Michelangelo raggiunge l’acme al Museo dell’Opera del Duomo di Firenze: qui, nella sala dove si conserva la Pietà Bandini (c. 1547-55), tra le ultime ‘fatiche’ del ‘divino’ Buonarroti, è esposto un disegno di grande formato – circa tre metri di altezza – a cui l’artista londinese ha iniziato a dedicarsi dopo un sopralluogo a Firenze due anni orsono. Il corpo levigato e lucente del Cristo della Pietà michelangiolesca, trova nel disegno Study for Pietà (2021) di Saville un naturale contraltare animato dagli intensi sguardi dei personaggi che sorreggono un giovane ragazzo, vittima forse della barbarie politica o ideologica, magari un migrante, un antagonista o un martire del terrore. La Saville dichiara, in una versione contemporanea ma altrettanto universale e archetipica, la condanna di ogni violenza umana, facendo parlare con segni drammatici il tema della pietas, l’esperienza del lutto e del compianto. 

“I corpi sformati ma mai così vivi e veri di Jenny Saville invadono il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio ed altre sale monumentali di alcuni importanti musei cittadini, riuniti in una straordinaria sinergia attorno a questo progetto, trovandosi a fare i conti con la meraviglia delle opere rinascimentali. Un dialogo che potrebbe apparire stonato ma che invece vuole educare all’arte contemporanea senza dimenticare il contesto in cui viene introdotta” - ha precisato il Sindaco di Firenze Dario Nardella (6).

 

La mostra è promossa dal Comune di Firenze, organizzata da MUS.E ed è sostenuta da Gagosian. 

 

 

 

 

 

 

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