Food :: 26 nov 2018

Natale 2018 - Stefano Rappuoli ci racconta la bellezza del Presepe

Quando un collezionista dà speranza...

Natale tempo di presepe. Abbiamo incontrato un grande cultore ed esperto della Natività, Stefano Rappuoli (1 - Nella foto in occasione della presentazione dell'opera del maestro Domenico Poloniato), la cui collezione, giunta ormai a 500 pezzi, in occasione delle festività natalizie, "popola" il borgo senese di Sarteano (2). Di più... quest'anno la sua passione è oggetto anche di altre mostre in varie zone d'Italia: dalla Cattedrale di Carpi, alla quella nel polo museale di Trani con ben 60 delle sue opere, a Città di Castello, a Massa Martana, fino al Museo dei Presepi di Rapolano (SI) ecc. Un impegno ammirevole, uno sforzo importante "tangibile" nel suo Museo "Presepi dal Mondo" dove vivono piccoli e grandi Natività da ogni parte del globo, tutte accomunate da un racconto, piccolo o grande che sia, del "Fatto" che continua a darci speranza. E in un’epoca spesso caratterizzata da incertezza e tensione, iniziative di questo tipo fanno solo bene all'anima.

 

1 - Ritorna la magia dei Presepi a Sarteano (SI), nella splendida cornice della Val d'Orcia. Ci racconti in breve in cosa consisterà e se c'è qualche novità e/o nuove "famigliole" rispetto all'anno scorso?
Dice bene, si rinnova l'evento di Natale che piace a grandi e piccini. Come ogni anno il comune di Sarteano ospiterà numerosi Presepi tra i quali un Presepe monumentale dell’AIAP di Roma, molti diorami e i cinque Presepi delle contrade. Ma soprattutto a far da traino della suggestiva manifestazione, il Museo de Presepi dal Mondo che continua a crescere. Si sono aggiunte infatti molte nuove “famigliole” sia di artisti italiani, sia di Paesi stranieri.

2 - La sua passione per la rappresentazione della natività dura ormai da parecchi anni, quando fu la prima volta in cui decise che vi avrebbe dedicato anima e corpo, collezionandoli? A che numero è arrivato?
Sono a “500”!!! Il numero 1 fu acquistato proprio nella terra di Gesù, a Betlemme, un presepe tradizionale in legno di olivo. Ma la mia passione risale a quando ero bambino. Ogni anno una stanza delle mia casa era impegnata per l’allestimento del Presepe realizzato con il muschio e le statuine in gesso, era un rito e con mia sorella facevamo a gara a creare la natività più bella.

3 - Immagino che alcune sono delle donazioni ma la maggior parte vengono da lei scelte e acquistate. Segue un criterio particolare nel momento in cui si accinge a implementare la sua già numerosa collezione?
Ormai da 30 anni mi dedico a questa passione, ma l’entusiasmo della prima volta non manca. Da quando poi decisi di condividere con gli altri la collezione, esponendola "in parte” nel Museo aperto nel 2016, ho ricevuto diverse donazioni. Anche se quasi tutte le Natività le ho acquistate nel corso degli anni, viaggiando nel mondo reale così come in quello virtuale della rete. Ciò che mi emoziona maggiormente nel raccogliere questi gioielli, consiste nello scambiare esperienze e suggestioni con i numerosi artisti conosciuti nel tempo. Amicizie di grande valore che arricchiscono il mio bagaglio umano. Naturalmente il mio gusto e la mia sensibilità si sono affinati ed ora scelgo solo opere particolari per originalità e bellezza artistica.

4 - Tra i sui tanti presepi c'è n'è uno dal taglio più "moderno? Con un design lineare e "poco" tradizionale?
Nella mia collezione si possono ammirare sia Presepi tradizionali, figurativi, come quelli di Angela Tripi (3 - Maestro presepista di Palermo tra i migliori al mondo), Raffaele De Angelis (4), Marco Bonechi (5), sia Natività frutto dell’inventiva e dell'estro dell’artista. Ne sono un esempio “Omaggio a Picasso” Presepe i cui personaggi si ispirano alle figure del grande Maestro, la famiglia realizzata da Ciro Cipollone (6) con materiali riciclati da vecchi attrezzi da ferro, Arxaia (7) con un gioco di mille e più colori e così via. Anche i Presepi dei Paesi stranieri sono particolari, ricchi di colori e con le sembianze fisiche e i costumi del popolo da cui provengono (8 - 9: Giappone "origami" e USA).

5 - Oggi non sempre il Presepe si colloca facilmente nell'arredamento e nella divisione della casa, lei come ne vede la miglior ambientazione tra le mura domestiche?
Molte Natività sono vere e proprie opere d’arte, espressione dello stile di ogni singolo autore e pur non potendo essere considerate semplici elementi decorativi, possono fare bella mostra di sé in ogni contesto domestico, come accade del resto anche a casa mia. Ho ambientato infatti il presepe in una grande vetrina che ben si sposa al resto dell'arredo.

6 - Il presepe è una narrazione, umile e grande al contempo, ritiene che quest'abitudine dovrebbe essere più sentita nelle famiglie italiane?
Nel periodo natalizio sarebbe bello che ogni famiglia potesse glorificare le festività con il proprio Presepe, anche se contenuto o di pochi elementi; sarebbe significativo, inoltre, se i genitori aiutassero i loro bambini ad allestirlo e a collocarlo nel posto d’onore, dove si possa sempre vedere per ricordare il vero e profondo significato di questa festa. Purtroppo, invece, oggi è sempre più difficile trovare un angolino dove mettere il presepe e si dà sempre più importanza ai simboli consumistici del Natale che devono pur esserci: è una festa, è bello vedere le luci e i colori, ma il cuore dovrebbe essere allietato soprattutto dal calore e dai valori di affetto, unione e solidità che scaturiscono dalla “famiglia”.

7 - Il suo museo a Sarteano è visibile tutto l'anno. Ha riscontrato curiosità e afflusso ugualmente "fuori stagione"?
Ovviamente sono tanti i visitatori nel periodo natalizio, ma anche nei mesi estivi e in occasione di altre ricorrenze annuali ho avuto migliaia di ospiti. E grazie al passa parola, molti ritornano con amici o parenti. Ma la cosa che più mi gratifica è l'attenzione, la curiosità e l'entusiasmo delle persone che varcano l'ingresso del museo. Sono spesso sorpresi nello scoprire arte, originalità, passione e amore per la Sacra Famiglia e per ciò che rappresenta.

8 - Infine... se lei fosse un personaggio del presepe, quale sceglierebbe?
È una cosa a cui non avevo mai pensato, forse... l’Angelo, colui che dall’alto può osservare tutta quella meraviglia emanata da quella semplice famiglia, dalla povera gente e dai Re che sono venuti da ogni parte per rendere omaggio e gloria al “Re dei Re”.

 

Forse non sarà un angelo o forse come nel film "City of Angels" lo è ma sotto umane spoglie, comunque sia la sua arte della Natività "scalda" il cuore.

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