Food :: 20 set 2021

Toscana - Nasce l’azienda vitivinicola Colline Albelle

Sotto il segno della sostenibilità

Galeotta una vacanza in Toscana. Siamo a Riparbella vicino alla costa, uno dei tanti luoghi incantati di questa regione unica al mondo per bellezza e fascino autentico (1 - 2). Qui, vittime del coup de foudre due donne visionarie e coraggiose di nazionalità bulgara che insieme ai loro rispettivi consorti, decidono, in men che non si dica, di investire in queste terre con un progetto vitivinicolo all’insegna della sostenibilità. Nasce così nel 2018, l’azienda vitivinicola Colline Albelle, nell’entroterra di Cecina, in una zona ancora relativamente vergine ma con importanti potenzialità vocate sopratutto a una viticoltura naturale. Ora a condurre, sovrintendere lo sviluppo di questo nuovo astro nascente del vino, un giovane vigneron francese Julian Reneaud, responsabile a 360° della tenuta. Lo incontriamo in occasione di una recente visita e subito restiamo incantati da questo comprensorio splendido (3), candido, dove i terreni e i vigneti di Colline Albelle scendono dalla cresta ai crinali di due colline e sono punteggiati di sassi chiari tipici della zona. 

Julian, enologo esperto con già un background di tutto rispetto in Francia e non solo, dà subito illustra il suo pensiero, il suo approccio con il mondo dell’enologia e la sua scelta, peraltro pienamente condivisa dalle due coppie bulgare, di sposare il metodo biologico e biodinamico. Da cui la volontà comune “di costruire una cantina, far rinascere un vigneto abbandonato dal 2013, lanciare un relais per l’ospitalità” - ci racconta Julien. Senza mai dimenticare il fulcro di tutto e cioè l’attenzione rigorosa per l’ambiente.

Un investimento importante, certamente non semplice, anche se le due famiglie vengono dalla finanza e non sono nuove a grandi investimenti enologici nel loro Paese. 

“Lavorare con vitigni autoctoni toscani e con l’idea di 1 particella, 1 vitigno, 1 vino” - continua l’enologo nel puntualizzare i fondamentali alla base del suo credo. “Questo territorio risponde molto bene a ciò che voglio. Io cerco di fare vini sull’eleganza, la verticalità, con un contenuto alcolico leggero”. Vini gradevolissimi che si prestano molto bene anche a un uso quotidiano.

Il progetto che comprende, tra l’altro, 30 ettari di vigne e 15 di bosco e altri di olivi è in divenire. “Quest’inverno pianteremo 1 ettaro di Canaiolo bianco” - precisa Julien. Sangiovese, Ciliegiolo, Merlot e poi Vermentino e Petit Manseng (in parte già presenti) gli altri vitigni che puntano a comporre nel tempo una gamma di vini accurati e rappresentativi.

Abbiamo assaporato l’amabile Colline Albelle Inbianco, una bella espressione di Vermentino (4). Etichetta delicata e floreale, fresca e di facile beva, perfetta per calmierare con gusto la calura estiva, nasce in coppia con Colline Albelle Inrosso (5), un Merlot (6) che, in questa prima vendemmia, spicca per il bouquet delicato e un'ammiccante spalla acida sul palato. Il debutto sul mercato di Colline Albelle è affidato proprio a questo duo di Bacco che con la vendemmia 2020, inizierà in estate 2021 a presentarsi ai consumatori e sugli scaffali di enoteche reali e virtuali. 

Insomma, si potrebbe dire che l’intento sia quello di far parlare il terroir attraverso i propri vini, vini che devono per lo più essere la naturale espressione del luogo i cui sono prodotti. Una bella sfida, certo, ma se il buongiorno si vede dal mattino…

Santè!

 

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