28set 2020
Le borse di Yosono - Accessori che riflettono il cambiamento
Le novità del brand, tra "effimero" e rinascita

Il made in Italy autentico e sopratutto capace di cavalcare il cambiamento, ci piace. Ragion per cui ci soffermiamo a parlare Yosono brand di borse di Silvia Scaramucci che ha appena presentato per la Primavera Estate 2021 la collezione Italian Farm, più intima e impersonale rispetto a principi su cui, sin d'ora, aveva sviluppato il concept della propria produzione. Il nome, innanzitutto... un inno al saper fare di "casa nostra" dove le officine italiane a cui è affidata la mano d’opera rendono la palette colori unica ed evanescente (1 - 2 - 3 - 4).


Vediamola... 
I colori campionati dalle ambientazioni che fino a poco tempo fa erano visibili nelle aree più desolate delle nostre città, le ambientazioni tipiche delle periferie, delle aree industriali. Come quelle che, magistralmente, sono state descritte dal lavoro fotografico di Luigi Ghirri, dove “l’artificio sembra natura e l’uomo parte di entrambi”. 
La palette colori è pastellata, fredda, con colorazioni che vanno dal grigio al rosa, dal blu al beige, dall’azzurro al cognac, mescolati con maestria… fino a fondersi. 
Il team creativo di Yosono aggiunge nuovi modelli alla collezione: la tracollina Janne che può essere indossata al collo o a spalla, alla shopping Cindy, che mantiene il design caratterizzante ma in versione maxi. 
Il risultato è uno scenario cromatico che sottolinea un dualismo dato da una condizione di effimero, ma allo stesso tempo una voglia di ripartenza e rinascita. Non avendo certezza di cosa siamo oggi, abbiamo deciso di manifestare il nostro ieri e la voglia di domani (5 - 6).

Un ritorno alle origini della manodopera italiana per la collezione Primavera Estate 2021 di Yosono: le borse, rigorosamente in pelle e 100% made in Italy, presentano colori tenui e sfumature dipinte a mano, che esaltano l’artigianalità insita nel DNA del brand.

 

Altre info:

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SPUNTI DI VISTA

EDITO

Si sgranocchia, si assaggia (1), ci si abbraccia, si ride, si affetta, si sbuccia, si piange per le cipolle (solo per quelle?), si improvvisano prodezze culinarie (2), si “ruba” un calice di rosso prima che il pranzo (3) abbia inizio, si adagia il panettone sul piatto di portata, la salsiera d’argento? e, finalmente, si ode “a tavola!”, un eco, non solo profumato, che si diffonde in tutta la casa e accarezza gli animi (e la gola) dei commensali che, lesti, trovano posto al convivio solenne (4).   Lo avete capito, spaccati di vita...